25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e sulle bambine

25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Una data importante per il movimento internazionale delle donne, scelta in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale.

Questa data rappresenta per Amnesty International l’occasione per sostenere la lotta contro la violenza sulle donne in Italia e nel mondo tramite appelli ed iniziative di sensibilizzazione.

Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne in Italia.
Nell’ambito del punto relativo alla violenza domestica ed al femminicidio della campagna “Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani” Amnesty International chiede l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), ratificata dall’Italia nel giugno 2013. Richiede inoltre l’attuazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto della Relatrice Speciale ONU sulla violenza contro le donne, fra queste, l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne.

Amnesty International Italia è lieta di collaborare con la casa di distribuzione Satine a una serie di anteprime del film “La moglie del poliziotto” di Philip Groening (Germania, 2013), premio speciale della giuria alla Mostra internazionale del cinema di Venezia 2013.

La violenza di genere

La violenza di genere contro le donne è la violenza diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce le donne in modo sproporzionato. Il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne identifica la violenza contro le donne come “ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi o possa provocare danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia in pubblico che nella vita privata.” Gli atti di violenza di genere possono includere, tra gli altri, la violenza domestica, l’abuso sessuale, lo stupro, le molestie sessuali, la tratta delle donne, la prostituzione forzata.

I trattati internazionali sui diritti umani e le dichiarazioni delle Nazioni Unite che richiedono agli stati di adottare misure in difesa dei diritti delle donne comprendono la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw, 1979), Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne (Dedaw, 1993) e la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d’Azione (1995). I diritti umani delle donne sono riconosciuti anche nelle costituzioni nazionali e dalle carte regionali, oltre a altri fondamentali trattati quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966). Lo Statuto della Corte penale internazionale (1998) e risoluzioni 1325 (2000), 1820 (2008), 1888 (2009), 1889 (2009)e 1960 (2010) contengono disposizioni specifiche in materia di violenza sessuale e riconoscono il ruolo delle donne nel mantenimento della pace internazionale e sicurezza.

Approfondimento – Cosa è il militarismo?

impunità © Amnesty International
Il militarismo è un processo in cui i valori, le istituzioni e modelli di comportamento militari hanno un’influenza dominante sulla società. Si tratta di un’ideologia che crea una cultura della paura e sostiene l’uso della violenza o il ricorso a interventi militari per risolvere contestazioni e imporre interessi economici e politici. La militarizzazione precede spesso lo scoppio di un conflitto, quasi sempre lo accompagna, e può esserne un’eredità.

Il militarismo privilegia certe forme di mascolinità e spesso ha grave conseguenze sull’uguaglianza, sicurezza e incolumità delle donne che non si conformano alle richieste di tale ideologia, oltre a gravi conseguenze sulla società civile in generale.

Le guerre, i conflitti interni e le repressioni violente di movimenti di giustizia sociale e politica possono avere un impatto sproporzionato sulle donne. Durante questi periodi, lo stato si rende spesso responsabile di violazioni dei diritti umani, compresa la violenza sessuale e di genere. Accade che, anche quando un conflitto armato è formalmente finito, la cultura del militarismo sia ormai radicata condannando le donne e le ragazze a continue violenze da parte di attori statali e non statali.

Fonte: http://www.amnesty.it/25novembre-donne.html

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