RICORDATI CHE DEVI RISPONDERE. L’ITALIA E I DIRITTI UMANI Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia di Amnesty International / FERMARE IL FEMMINICIDIO E LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, 25 settembre 2013

RICORDATI CHE DEVI RISPONDERE. L’ITALIA E I DIRITTI UMANI
Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia di Amnesty International
25 settembre 2013

Punto 1 – Forze di polizia
Punto 2 – Femminicidio
Punto 3 – Migranti
Punto 4 – Carceri
Punto 5 – omofobia
Punto 6 – Rom
Punto 7 – Istituzione per diritti umani
Punto 8 – multinazionali italiane
Punto 9 – Pena di morte
Punto 10 – Commercio armi

Punto 2 – Femminicidio: FERMARE IL FEMMINICIDIO E LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

La violenza domestica nella sfera privata non viene denunciata alla polizia in oltre il 90 per cento dei casi, così come anche lo stupro. Negli ultimi 10 anni, il numero di omicidi da uomo su uomo è diminuito, mentre è aumentato il numero di donne uccise, in quanto donne, per mano di un uomo: oltre 100 ogni anno. In circa la metà dei casi il colpevole è un partner o ex partner e solo in circostanze rare si tratta di una persona sconosciuta alla donna.

Per contrastare questi abusi, un importante strumento è rappresentato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa del 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), ratificata dall’Italia il 19 giugno 2013. L’Italia dovrebbe proseguire con un impegno serio e costante in questo ambito, senza attendere l’entrata in vigore del trattato, e dare attuazione alle raccomandazioni del rapporto della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne. Tra queste, l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne.

Inoltre, la società e gli organi di informazione dovrebbero essere sensibilizzati sulla violenza contro le donne, anche al fine di una rappresentazione non stereotipata delle donne e degli uomini nei media. I centri di accoglienza per donne vittime di violenza andrebbero mantenuti e aumentati, assieme alla garanzia di un adeguato coordinamento tra la magistratura, la polizia e gli operatori sociosanitari che si occupano della violenza contro le donne.

Scarica l’Agenda in 10 punti

SVILUPPI

In questo ambito si registrano diverse novità positive, i cui sviluppi sarà importante monitorare.

A fronte della perdurante e grave situazione della violenza contro le donne in Italia, è infatti da accogliere come un passo importante ed estremamente positivo la ratifica della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. La legge di ratifica è stata approvata in via definitiva a giugno 2013 con voto unanime del Senato3; a settembre 2013 la viceministro del Lavoro Maria Cecilia Guerra ha depositato lo strumento di ratifica presso il Consiglio d’Europa.

Nella stessa ottica, l’adozione ad agosto 2013 da parte del governo di un decreto legge4 sul contrasto della violenza di genere è da considerare un riconoscimento di una situazione grave e un segnale dell’intenzione di affrontarla. Va però anche rilevato che il decreto legge, il cui disegno di legge di conversione5 a settembre 2013 è in discussione presso le commissioni Affari costituzionali e Giustizia riunite della Camera, presenta luci e ombre. In particolare, le norme adottate prevedono diverse misure repressive e di tutela delle vittime della violenza avvenuta6, ma sarebbe essenziale, nello spirito della Convenzione di Istanbul, che venisse attribuita altrettanta importanza alla prevenzione della violenza, con un adeguato finanziamento dei servizi di supporto e accoglienza per le vittime. La stessa commissione Affari sociali ha espresso preoccupazioni in tal senso, subordinando il proprio parere favorevole sul ddl alla istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, di un apposito “Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne nonché organizzazione dei centri antiviolenza e delle case rifugio”. Amnesty International Italia chiede che governo e parlamento attuino con sempre maggiore attenzione le raccomandazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, che attribuiscono alla prevenzione e al supporto alle vittime un ruolo centrale.

Scarica il briefing “Quali risposte in sei mesi di Legislatura?”

Note:
3) L. n. 77 del 27 giugno 2013 di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla violenza contro le donne
4) Decreto legge n. 93 del 14 agosto 2013 recante “disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province.
5) Ddl di conversione in legge del decreto legge 14 agosto 2013, n. 93 (c. 1540 governo)
6) In particolare, sul versante positivo, si rileva che il decreto assicura una costante informazione alle parti offese in ordine allo svolgimento dei relativi procedimenti penali; estende la possibilità di acquisire testimonianze con modalità protette allorquando la vittima sia una persona minorenne o maggiorenne che versa in uno stato di particolare; prevede, in linea con le raccomandazioni della Relatrice speciale e con l’articolo 20 della Convenzione, che in presenza di gravi indizi di colpevolezza di violenza sulle persone o minaccia grave e di serio pericolo di reiterazione di tali condotte con gravi rischi per le persone, il Pubblico Ministero – su informazione della polizia giudiziaria – possa richiedere al Giudice di irrogare un provvedimento inibitorio urgente, vietando all’indiziato la presenza nella casa familiare e di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa; stabilisce che i reati di maltrattamenti ai danni di familiari o conviventi e di stalking sono inseriti tra i delitti per i quali la vittima è ammessa al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito e prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di protezione, impone alle forze dell’ordine, ai presidi sanitari e alle istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato di atti persecutori l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai centri antiviolenza presenti.

Amnesty International – Via Magenta, 5 – 00185 Roma
Per avere maggiori informazioni o per inviarci un fax sono disponibili i seguenti numeri: Tel: (+39) 06 44.901 | Fax: (+39) 06 44.90.222 |

Fonte: http://www.ricordatichedevirispondere.it/punti/punto-2-femminicidio/

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s