“I Tre Volti della Luna” di Emma Fenu

Attraverso questo articolo che ho , vi invito alla riflessione attraverso queste rappresentazioni della Luna:
Selene, Artemide ed Ecate
Eva, Maria e Maddalena
Virgo, Mater et Vidua

“Nella mitologia greco-romana, per la variabilità del suo aspetto, l’astro notturno è stato accomunato a tre distinte divinità, che ne personificano la triplice manifestazione: Luna piena, Luna crescente e Luna nuova. Ed ecco apparire la luminosa e potente Selene, il cui appellativo deriva da sélas, ossia splendore. Essa rappresenta la Grande Madre che nutre, protegge ed accoglie. Subentra, poi, l’enigmatica Artemide, la falce di Luna, che è simbolo di rinascita e di resurrezione. Secondo il racconto trasmesso dal mito, la dea venne alla luce per prima e assistette la madre, Latona, nel parto del fratello, Apollo: in virtù di ciò era invocata come protettrice delle donne incinta. Tuttavia, Artemide era una fanciulla indomita, regina dei boschi e dedita alla caccia, intenta a preservare la propria verginità. E, infine, si lascia spazio ad Ecate, la Luna nera, poiché in congiunzione con il Sole, quindi eclissata: è la figura più ambigua e magnetica, che rappresenta la morte apparente, pronta a ricevere i semi di una nuova vita. Ad essa si rivolgono, infatti, le streghe, i cui arcani poteri trascendono, talvolta, il comune flusso degli eventi.

[…] Dagli abissi, senza tempo e spazio, del Mito, alla Storia, e allo snodarsi dei cicli nello scorrere delle epoche, il passo è, paradossalmente, breve. Le tre personificazioni divine, infatti, coincidono con le tre fasi della vita di una donna, scandite dalla presenza o meno del sangue che ne svela la fecondità del ventre: la pubertà, la maternità e la menopausa.

Tuttavia, questa tripartizione non si limita al secreto delle viscere, ma si estende, prepotentemente, alla realtà sociale per determinare, in tempi passati (ma forse non troppo dimenticati), i ruoli che alla femminilità competono, quelli di virgo, mater e vidua, ossia vergine, madre e vedova. Quest’ultima è una figura pericolosa, se non sottomessa all’autorità di un altro maschio che eserciti su di lei fermo controllo, svolgendo le veci del marito defunto. La luna nera è emblema dell’anziana, ma anche immagine della strega, della ribelle donna di cultura, dell’indecifrabile poetessa e, soprattutto, è epifania della tanto temuta parte irrazionale che è in tutti noi, a prescindere, dalla sequenza dei cromosomi.

Dalle notti trascorse sotto il manto stellato della dea Iside, vi riporto nelle sale museali. Pochi passi, molti meno di quanti si possa presumere. Attraverso un approccio iconografico con le opere d’arte, infatti, potete cogliere, nelle muliebri figure ritratte, palesi assimilazioni con i tre volti della luna, in primis Eva, Maria e Maddalena: rispettivamente la vergine nell’Eden, l’erede della Dea Madre e, infine, colei che è l’enigma mai risolto, la donna che annuncia la risurrezione di Cristo per prima, senza che un maschio la conduca per mano.”

Emma Fenu

Tratto da: http://www.memecult.it/i-volti-della-luna/

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