04. Fotografa – Photographer

Ho cominciato ad interessarmi alla fotografia grazie alla passione che entrambi i miei genitori mi hanno trasmesso nei confronti del mezzo fotografico, utilizzando una fotocamera a telemetro con ottica fissa.
Ricordo che mio padre mi portò a visitare la mostra di un famoso fotografo francese che si tenne quando ero bambina a Padova: ricordo che questo fotografo non tagliava mai le sue immagini al momento della stampa.
Il fotografo era Henri Cartier-Bresson.
Dal 1996 ho cominciato a fotografare “consapevolmente” e a studiare Fotografia a Arti Visive presso l’ISFAV di Padova: i miei insegnanti sono stati Renzo Saviolo, Gastone Scarabello, Roberto Sordi, Paolo Sardina, Bruno Carnevali, Mauro.
I miei compagni di avventura Dani Celija, Rossella Amadi, Nadia Cavallin, Davide, Silvia Claut, Alberto Restello, Paola, Federica.
Negli stessi anni hanno frequentato la scuola con me (attuale direttore).
Ho lavorato nel campo fotografico dal 1997 per diverso tempo con esperienze di fotogiornalismo, reportage, stampa fotografica in bianco e nero presso l’agenzia fotogiornalistica Candid Camera di Padova.
Il mio Maestro di Fotografia e di Vita è Piero Rinaldi, per molti anni fotografo dei due quotidiani padovano Il Mattino e Il Gazzettino, titolare di Candid Camera.
Piero Rinaldi, nato come fotografo di cronaca e fotografo sportivo negli anni ’70, rappresenta per me, la storia della fotografia padovana e veneta, che lui stesso non definiva “arte” ma “artigianato”.
Il felice periodo padovano tra ISFAV e la guida di Piero mi hanno permesso di respirare la vera essenza della fotografia e del lavoro del fotografo: né sabati, né domeniche e a volte nemmeno serate di riposo. Ore e ore sotto il sole o sotto la pioggia, ore e ore in camera oscura: entravi che c’era il sole e uscivi quando era buio.
Con inizio nel 1998 questa magia ha cominciato a svanire con l’introduzione lenta ma inesorabile in tutti gli ambienti del digitale, a discapito dell’allora fotocamera meccanica.
Sono passata poi nel 2000 fino al novembre 2002 alla fotografia in studio presso lo Studio B2 di Castelfranco Veneto (TV) con Orlando Bonaldo, Giampaolo e Sara Di Maio.
Nel 2001/2002 ho fatto esperienza con il fotografo Mauro Magliani nella riproduzione e catalogazione di opere d’arte, paramenti e suppellettili nelle chiese di campagna della bassa padovana per la Diocesi di Padova.
Nello stesso periodo insieme ai fotografi padovani Nicola Fossella, Vanni Lunardi e Luca, conosciuti in Candid Camera, abbiamo avviato uno studio fotografico con sala di posa, camera oscura e e le prime attrezzature per la fotografia digitale e il fotoritocco nei dintorni di via Bernina.
Del periodo padovano voglio proprio ricordarmi di amicizie e collaborazioni con altri fotografi quali Michele Simionato, Simone Falso, Laszlo Rinaldi e Antonio Bortolami, e i contatti con gli storici dell’ANSA e i Fotograf e il laboratorio Dall’Armellina in via Dante.
Esistevano ancora i negozi Florio&Mauro, poi DuemmeFoto, e De Pretto.
Con il trasferimento a Noale, nel 2003 ho cominciato la mia esperienza con la fotografia di ritratto, di matrimonio e con il montaggio video con il fotografo Silvano Dinato presso Diemme Sposi di Trebaseleghe (PD) e Foto Diemme a Resana (VE), che mi ha portato in quasi tutto il Veneto a ritrarre Spose bellissime. Ho avuto il piacere di avere come maestra della luce fotografica Anna, assistente di Silvano per molti anni e fotografa delicata e sensibile.
Nel 2009 e nel 2010 ho organizzato e curato a San Giovanni ai Colli Alti (VI) presso l’Albergo San Giovanni una rassegna fotografica estiva insieme a Roberto Favero, fotografo amatore.
Il 2009 è stato scelto volutamente per festeggiare il 170′ Anniversario della nascita della Fotografia (annunciata ufficialmente il 4 Agosto 1839).
Dal 2010 al 2011 ho fatto parte del Gruppo Fotografico Scattando, un gruppo di giovani amanti della fotografia a Noale attraverso il quale ho avuto il piacere di conoscere e stringere un felice e duraturo sodalizio di Donne e fotografe con Sofia Belvedere, Anna Dalla Pria, Vanessa Favaretto e Veronica Maccatrozzo.
Sempre nel 2010 ho condotto per alcuni mesi un gruppo di studio sulla fotografia formato da sole Donne, che ha prematuramente visto la fine per miei motivi di salute.

Dal 2011 ho lasciato definitivamente la fotografia di matrimonio per vivere la fotografia con uno spirito più vicino alle mamme e alle famiglie, dedicandomi ai ritratti fotografici della gravidanza, di neonati e di famiglia, in studio, in ambienti e in chiave reportagistica in esterni.
Del mio periodo come fotografa di matrimoni, o, come preferisco definirmi, “fotografa delle Spose” mi porto dentro il fascino e la bellezza della Donna in un giorno in cui è immancabilmente stupenda, radiosa… una delicata reginetta.

Il ruolo della Donna nel giorno del matrimonio e l’opulenta celebrazione di questo passaggio dalla casa genitoriale (da Figlia) alla casa coniugale (a Moglie) mi ha sempre messa in discussione come fotografa e come Donna stessa.
Quando sono diventata Madre ho capito finalmente che il passaggio del matrimonio così celebrato e auspicato in questo e nei tempi passati, è in realtà una celebrazione e una bellezza che sfiorisce immediatamente quando viene paragonata ad un passaggio fondamentale della vita di quasi tutte le Donne e cioè da Donna a Madre.
Ora con la mia sensibilità celebro la Madre che c’è in ogni Donna.
E non mi curo più delle Spose.
Da qualche tempo amo dire: “Non invitatemi più ai Matrimoni, Inviatemi alle Nascite”.
Nel 2013 ho ideato ed organizzato insieme ad Eugenia Fortuni il concorso fotografico “Vicine alle Madri” sul tema dell’allattamento materno in occasione della Settimana dell’Allattamento Materno Italiano.
Giudici del concorso i fotografi Agata Tracz, Marzio Sartorel, Dolores Viero.
Ho curato insieme ad Eugenia Fortuni e a Vanessa Favaretto la mostra fotografica omonima a Noale nel 2013 e a Martellago e nuovamente a Noale nel 2014 per il gruppo Specialmente Mamma.

Licia Valso Masin

(Aggiornato a Dicembre 2014)

“Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”
Nadar (Gaspard Félix Tournachon) (1820-1910)

“Provo una gioia superiore nel trovare le cose nella Natura, già composte, più di quanta ne tragga dalle composizioni che realizzo personalmente. In fondo, selezionare è un modo diverso di comporre.”
Edward Weston (1886-1958)

“… visualizzare un’immagine consiste nell’immaginarla, ancor prima dell’esposizione, come una proiezione continua, dalla composizione dell’immagine fino alla stampa finale. La visualizzazione deve essere considerata più esattamente come un atteggiamento verso la fotografia piuttosto che un dogma. Ciò significa che il fotografo ha la totale libertà di espressione, e non è in nessun modo limitato… […]
Non si tratta solo di mettersi in relazione con il soggetto, ma anche di prendere coscienza delle potenzialità espressive della sua immagine ” Vedere” in anticipo le soluzioni alternative con cui si può restituire un soggetto lascia ampio spazio all’interpretazione soggettiva, permettendo di utilizzare in ogni fase i mezzi più adeguati necessari alla realizzazione dell’immagine che abbiamo visualizzato.”
Ansel Adams (1902-1984)

“A volte arrivo in alcuni luoghi proprio quando Dio li ha resi pronti affinchè qualcuno scatti una foto.”
Ansel Adams (1902-1984)

“A volte c’è un’unica immagine la cui struttura compositiva ha un tale vigore e una tale ricchezza e il cui contenuto irradia a tal punto al di fuori di essa che questa singola immagine è in sé un’intera narrazione.”
Henry Cartier-Bresson (1908-2004)

“Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale.”
Henry Cartier-Bresson (1908-2004)

“Cartier-Bresson l’ho conosciuto molti anni dopo, quando ormai ero già abbastanza formato. Ma devo dire che, agli inizi Images à la sauvette di Cartier-Bresson è stato il mio messale, insieme alle foto della Farm Security Administration, a Family of Man, a Life, tutta la scuola che mostrava la vita reale.”
“Ho succhiato latte dai seni della fotografia americana.”
Gianni Berengo-Gardin (1930-vivente)

“Prima di fotografare collega il cervello alla macchina fotografica.”
Piero Rinaldi (1948-2014)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s